La verità non è mai palese...bisogna cercarla autonomamente

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8 marzo 2010

Giornata internazionale della donna

LA VERITA' NON E' MAI PALESE, E' SEMPRE DA RICERCARE AUTONOMAMENTE

Mentre la donna moderna è entusiasta per la serata che l'aspetta all'insegna dell'allegria con altre amiche pensando che questa giornata sia il giusto riconoscimento dell'essere donna, e l'essere donna, lo insegna bene la TV, per alcune significa piacere all'uomo, inbellettarsi e chiacchierare con le amiche, dall'altra parte dietro tutto questo la donna moderna continua ad essere vittima di abusi da parte dell'uomo, di discriminazioni sul lavoro, che significa in concreto salari più bassi, poche opportunità di fare carriera rispetto all'altro sesso, più disoccupazione, utilizzo del corpo della donna a fini di marketing come nella pubblicità o nei programmi tv...


LA PRIMA GIORNATA DELLA DONNA
Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni - tra i quali i maggiori dirigenti socialisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès - vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonianismo e anche sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alla donne.
Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne».
Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste.

Non tutti condivisero la decisione di escludere ogni alleanza con le «femministe borghesi»: negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto «alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione». Fu la stessa Corinne Brown a presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna.
Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne.


Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell'anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909.

La Conferenza di Copenaghen (1910)
Il lunghissimo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie newyorkesi, durato dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, fu considerato, nel Woman's Day tenuto a New York il successivo 27 febbraio, come una manifestazione che univa le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell'ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 - due giorni prima dell'apertura dell'VIII Congresso dell'Internazionale socialista - di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.

Negli ordini del giorno dei lavori e nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne: risulta però nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, che una mozione per l'istituzione della Giornata internazionale della donna fosse «stata assunta come risoluzione». Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l'ultima domenica di febbraio, in Europa la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911 su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste.
Secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848 durante la rivoluzione il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne».

Non fu però celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. In Germania fu tenuta per la prima volta l'8 marzo 1914, giorno d'inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi, il 9 marzo 1914.

L'8 marzo 1917
Le celebrazioni furono interrotte dalla Prima Guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 - il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia - le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta, incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia».

In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.

La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione.
Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton, a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi il 25 marzo 1911 l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 operaie, in gran parte emigrate italiane; altre versioni citavano la repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, e altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.

da wikipedia.it

27 gennaio 2010

Oggi GIORNATA DELLA MEMORIA in commemorazione delle vittime del nazi-fascismo

Giornata isitutita il 20 Luglio 2000 dallo Stato Italiano per ricordare lo sterminio del popolo ebraico e non solo.
L'articolo 1 della legge dice:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.[1] »
Oltre agli ebrei furono deportati e uccisi zingari, oppositori e dissidenti al regime nazi-fascista, disabili, omosessuali, comunisti, slavi e polacchi, testimoni di Geova, Pentecostali...

Esseri umani che uccidono altri esseri umani in modo sistematico e folle. La cancellazione totale della dignità umana ha preso forma definita e indelebile in quegli anni sciagurati.
Mi appartiene la vergogna di vivere nello stesso "mondo" in cui tali nefandezze hanno avuto luogo. E questa VERGOGNA non potrà mai essere cancellata.
Ma la storia ancora non compie a fondo il proprio dovere di insegnamento alle generazioni future, per poter correggere gli errori del passato vivendo un presente più dignitoso.
L'essere umano ancora oggi uccide altri esseri umani, convive con il razzismo, l'omofobia, il disconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo.
Io non posso tacere il disdegno a tutto questo. Sarebbe come giustificarne l'esistenza.
Non si fa mai abbastanza per cambiare tutto questo.

3 giugno 2009

Repressione della laicità della scuola

Appoggio il professore sospeso.

da http://www.repubblica.it/

Prof sospeso dall'insegnamento per due mesi. Motivo? Ha chiesto ai propri alunni quanti avrebbero scelto l'ora di religione se la scuola avesse programmato anche una materia alternativa. Alberto Marani, docente di Matematica e Fisica (esponente dei Cobas della scuola) presso il liceo scientifico Righi di Cesena, per avere "osato chiedere" dallo scorso 20 maggio è stato allontanato dai propri alunni e rimarrà senza stipendio per due mesi. Riceverà il sussidio previsto i questi casi, pari a circa 600 euro mensili. Il fatto è stato denunciato questa mattina dal portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, che bolla l'episodio come "attacco clericale alla laicità della scuola". "Dopo la vicenda di Franco Coppoli, docente di Italiano all'istituto Casagrande di Terni, sospeso per un mese per aver osato staccare il crocifisso nelle sue ore di lezione - continua Bernocchi - questo è l'ulteriore esempio di come la scuola pubblica sia ormai piena di integralismo violento contro chiunque metta in discussione l'invadenza clericale". Secondo la ricostruzione del portavoce dei Cobas, Marani nei mesi scorsi ha predisposto un questionario che ha fatto compilare ai circa 70 alunni delle sue classi. Ogni studente doveva "indicare quale insegnamento avrebbe scelto fra religione cattolica, storia delle religioni e diritti umani". Un atto, evidentemente, intollerabile visto che l'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna aveva chiesto di sospendere il docente per sei mesi. Soltanto l'intercessione dell'organismo di disciplina del Cnpi (il Consiglio nazionale della pubblica istruzione) ha mitigato la sanzione disciplinare abbassandola a 2 soli mesi.
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Il risultato del questionario era stato effettivamente sorprendente: appena l'11 per cento dei ragazzi avrebbe scelto la religione. La stragrande maggioranza avrebbe optato per lo studio della storia delle religioni (il 24 per cento) e soprattutto per quello dei diritti umani (il 65 per cento). Fatto che ha anche indotto il Collegio dei docenti a deliberare "di offrire agli studenti la materia alternativa". Ma non tutti erano d'accordo. Gli insegnanti di religione cattolica hanno lamentato all'Ufficio scolastico regionale che Marani "avrebbe offeso, con quel questionario, il collega di religione". E' scattata così la sanzione, "inaudita e pesantissima", denunciano i Cobas. L'ispettore che si è recato a scuola per occuparsi della vicenda ha diffidato il docente dal fare conoscere agli alunni i risultati dell'indagine. Aggiungendo una nuova accusa: avere affisso nelle bacheche della scuola, durante il bombardamento di Gaza, cinque immagini di Handala (il bambino palestinese scalzo e sofferente) dopo aver usato "addirittura" la stampante della scuola. Iniziativa considerata "estranea ai suoi compiti professionali". (2 giugno 2009)

15 dicembre 2008

Proposta di schedatura dei soggetti affetti da disagio mentale nell'ambito di "Expo Salute 2015"

Sta destando viva preoccupazione l'istituzione di un "Tavolo per la prevenzione della pericolosità sociale" convocato da Comune di Milano e Regione Lombardia nell'ambito della manifestazione "Expo Salute 2015".Tra le proposte avanzate dal "Tavolo" - a cui siedono Polizia di Stato, arma dei Carabinieri e le 6 aziende ospedaliere milanesi - c'è anche quella, inaudita, di monitorare la "pericolosità sociale" del disagio mentale attraverso una schedatura dei pazienti affetti da patologie psichiatriche, ivi compresi tossicodipendenti e soggetti destinatari di provvedimenti di TSO, i cui nominativi sono stati richiesti, oltretutto in spregio ad ogni normativa esistente sulla privacy, ai centri psico-sociali milanesi.Dopo la schedatura su base etnica adesso pure quella dei malati psichici: e nel gran calderone dell'ordine pubblico trova posto pure il disagio mentale... da indymedia:

3 dicembre 2008

il Governo toglie le detrazioni al 55% per le energie rinnovabili.

Il punto saliente della manovra antipro-crisi del governo: affossate le detrazioni al 55% per il risparmio energetico (infissi, caldaie a condensazione, biomassa, coinbentazione, pannelli solari).Ecco l’articolo incriminato (art. 29, commi dal 6 all’11):
http://www.senamion.it/2008/12/01/detrazioni-55-per-risparmio-energetico-affossate/
In sintesi il metodo per eliminare le detrazioni è il seguente:
Il decreto legge n. 185/2008, il cosiddetto “decreto anticrisi” prevede l’obbligatorio assenso dell’Agenzia delle Entrate per chi vuole ottenere la detrazione al 55% per il risparmio energetico per gli anni dal 2008 al 2010.Tale assenso dovrà essere richiesto via internet (su un portale dell’Agenzia delle Entrate ancora inesistente). In caso di mancato assenso entro 30 giorni la domanda si considererà rifiutata.I fondi previsti, oltre i quali non saranno accolte le domande, sono 82,7 milioni di euro per il 2008; 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010. Ossia una piccolissima parte delle possibili richieste.Si prevede che solo un 5% di richieste potrà essere soddisfatto.

Quindi:
-il 95% delle persone rimarrà a bocca asciutta, perchè questa norma è retroattiva per tutto il 2008, chi ha predisposto la documentazione (bonifici, certificazione energetica, allegati) potrebbe non ottenere nulla, tranne il 36% in 10 anni, ammesso che vi siano le condizioni
-gli italiani che non hanno internet non potranno richiedere le detrazioni, alla faccia della legge uguale per tutti
-le aziende dei settori delle energie alternative subiranno un collasso di ordinazioni visto che nessuno penserà di ottenere una detrazione che è “illusoria”
-coloro che hanno investito nel 2008 pensando di ottenere già un 18,3% nel 2009 resteranno a bocca asciutta ed è probabile che eviteranno nuovi investimenti
ci saranno seri problemi tra i clienti e i tecnici che hanno consigliato le detrazioni
metto solo in fondo le conseguenze sull’ambiente che a quanto pare non interessano affatto al governo.
Cosa possiamo fare?
Se esistono avvocati, associazioni di consumatori o quant’altro disposti ad aiutarci è giusto far sentire la nostra voce, raccontare le nostre storie, far comprendere a tutti perchè questa legge è una pura follia destinata solo ad affossare definitivamente un settore trainante dell’economia nonchè l’economia domestica di tanti italiani.

7 novembre 2008

L'Italia che non esiste

Vivo in un paese che ormai non esiste più, in cui ognuno pensa a sé e il valore sociale si affievolisce lentamente al tramonto dell’umanità intera. Non esiste più l’integrazione sociale; c’è chi ha paura di mettere il naso fuori casa ed essere aggredito e c’è chi resta in casa per problemi di salute e rifiuta il dialogo e il confronto reale con altre persone con problematiche analoghe, e preferisce essere quotidianamente accompagnato dal nuovo grande faro mediatico della televisione.
La scuola pubblica sta scomparendo. Diventerà un’azienda con partecipazioni private ed un capo manager al quale i dipendenti dovranno obbedire inesorabilmente, come già accade ora nelle scuole private; i dipendenti saranno sottopagati, la libertà di insegnamento sparirà, e ci saranno scuole per ricchi e scuole per poveri.
Un esempio al quale si sono voluti ispirare gli ideatori italiani della trasformazione delle scuole in Fondazioni lo possiamo trovare negli Stati Uniti.
Nel libro di Naomi Klein, NO LOGO, è messo in evidenza il fenomeno ormai reale della presenza di partecipazioni private nelle scuole americane. Essendo ogni scuola sponsorizzata da un’azienda, ve ne sono alcune in cui in ogni classe è dislocata una tv fissa al muro che ogni ora si accende automaticamente per qualche minuto e manda in onda la pubblicità della ditta che sovvenziona la scuola. LA TV è programmata in modo tale da non potersi spegnere…i ragazzi sono poi costretti ad andare a scuola con indumenti firmati della firma o logo della ditta sponsor. E’ noto il caso di un alunno che rifiutandosi di indossare il logo dello sponsor ed anzi indossando il logo della ditta rivale, venne sospeso.
L’Italia è un paese di cittadini che non esistono più…i programmi tv esistono per loro.
continua....

scritto da Silvia

3 novembre 2008

Centrali nucleari in Italia...un INCUBO

Qui di seguito una mappa delle centrali nucleari che contengono scorie radioattive in Italia:
http://italy.indymedia.org/uploads/2003/11/mappa_nucleare.jpg
http://italy.indymedia.org/news/2003/11/429883.php
La mappa dei 53 mila metri cubi di scorie nucleari custoditi in Italia
di Flavia Amabile -ROMA -

"Le centrali nucleari sono chiuse dal 1987, eppure in Italia ci sono: 53mila metri cubi di rifiuti nucleari, quanto un palazzo di sessanta piani.
La verità è che più che chiuse le centrali sono in stato di «custodia protetta passiva», dunque continuano a produrre ogni anno una certa quantità di rifiuti radioattivi. A questi vanno aggiunti altri 2mila metri cubi di rifiuti radioattivi, di origine medica e sanitaria, o creati durante le attività di ricerca o simili, e poi rottami metallici, vecchi quadranti luminescenti, parafulmini. Cerchiamo di capire dove sono. Il rapporto di Legambiente risale al 1999 ma è ancora valido.
Il primo nome citato è il Centro Enea di Rotondella, conosciuto anche come «Trisaia», in provincia di Matera dove a quasi trent’anni dall'avvio del programma, si trovano ancora 2,3 metri cubi di rifiuti liquidi mai solidificati nonostante le ripetute richieste degli organi competenti. I rifiuti, oltretutto, sono contenuti in strutture metalliche di acciaio e carbonio che ormai non sono più in grado di garantire la tenuta. Il centro di Trisaia ospita anche 64 elementi di combustibile irraggiato, attualmente sospesi in una piscina di stoccaggio, circa 3 metri cubi di prodotto fissile e fertile (uranio e torio), 14 container di rifiuti biomedicali; dagli anni Sessanta è la sede dell’unico cimitero di rifiuti nucleari esistente in Italia, quattro fosse in cui sono stati accumulati rifiuti solidi radioattivi ad alta attività (pari a circa 100 curie) contenenti cobalto 60, Cesio ed altri radionuclidi. I rifiuti sono stati cementificati e le fosse ricoperte con uno strato di bitume. Durante l’attività le centrali nucleari hanno prodotto 1916 tonnellate di combustibile esausto, 328 delle quali sono ancora stoccate in Italia presso gli impianti di Caorso e Trino e la vasca del reattore di ricerca Avogadro a Saluggia. Quello di Saluggia è un deposito particolarmente a rischio, si trova sulle sponde della Dora Baltea, a due chilometri dalla confluenza con il Po, sopra le più importanti falde acquifere del Piemonte: nessuno può immaginare che cosa può accadere in caso di alluvione. Ci sono poi la centrale del Garigliano in provincia di Caserta dove è in funzione un impianto per il recupero e la solidificazione di liquidi e fanghi prodotti in passato e stoccati, e quello di Casaccia nel Lazio dove opera un impianto per l'estrazione di particelle alfa dei rifiuti del plutonio in modo da diminuirne la radioattività. Coperte da segreto militare sono tutte le informazioni sulla centrale nucleare della base di Pisa, ma è presumibile che rifiuti siano conservati anche lì. Ai depositi delle centrali vanno aggiunti i depositi pubblici e privati delle scorie create dagli ospedali, non sempre del tutto in linea con le norme di sicurezza stabilite dalla legge. Secondo i dati raccolti dal Servizio di prevenzione sanitaria della Regione Lombardia, ad esempio, in un solo anno (tra il giugno 1997 e il giugno 1998) le aziende sanitarie lombarde hanno rilevato più di 100 carichi di rottami metallici radiocontaminati, quasi tutti in provincia di Brescia, evidentemente sfuggiti ai controlli doganali. Nel 55% dei casi l'oggetto radioattivo era costituito da materiale metallico radiocontaminato, nel 17% dei casi da vere sorgenti radioattive e nel 18% dei casi da quadranti di strumenti. In alcune sporadiche occasioni sono stati ritrovati parafulmini radioattivi e rilevatori di fumo. E poi vanno contati resine, fanghi, rifiuti attivi secchi, rifiuti solidi o liquidi in attesa di trattamento. C’è poi un ulteriore quantità di materiale radioattivo su cui si hanno poche informazioni, quello proveniente dai traffici illeciti. Il rapporto di Legambiente ricorda che nel periodo 1996-1998, in particolare, risultavano entrati 2 milioni e 260mila tonnellate di rottami ferrosi attraverso i valichi ferroviari di Gorizia e Villa Opicina e quello stradale di Valico Sant'Andrea, lungo la frontiera orientale italiana: oltre 15mila tonnellate sono risultate radioattive e rispedite oltre confine."
tratto da La Stampa del 24/11/2003

altri siti:
http://energianucleare.blogspot.com/

14 ottobre 2008

Ferruccio Pinotti

consiglio la lettura del libro del giornalista FERRUCCIO PINOTTI, OPUS DEI SEGRETA. FRUSTA CILICIO E ALTA FINANZA, PARLANO I TESTIMONI. edito da bur.
Scoprirete delle cose davvero impressionanti sul fenomeno dell'Opus Dei.

suggerisco anche la visione dei video su youtube delle interviste a FERRUCCIO PINOTTI.

2 agosto 2008

CI SIAMO, E' LA FINE...

(ANSA) - NOVARA, 2 AGO - Il sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano, ha emesso un'ordinanza che vieta di fermarsi in parchi e giardini in piu' di tre persone. Contro la decisione, di cui parla oggi il Corriere della sera, si e' svolta ieri sera, nonostante il nubifragio che si e' abbattuto sulla citta', una manifestazione di protesta. Il divieto riguarda 11 aree verdi di Novara dalle 23,30 alle 6.

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NO COMMENT? magari prima o poi vieteranno di telefonare o di uscire di casa dopo le 22.00...mi ricorda qualcosa...

31 maggio 2008

Rebecca Covaciu 12 years old, Roma child


DIRITTI CIVILI

"Stiamo organizzando un’importante azione che avrà luogo contemporaneamente in varie città italiane nella settimana che precede il gay pride di Bologna del prossimo 28 giugno.
Vogliamo supportare quante più coppie omosessuali che desiderano richiedere al loro comune la “pubblicazione degli atti”, il passaggio che precede, secondo la legge, la celebrazione del matrimonio. Obiettivo è innescare i conseguenti atti amministrativi per impugnarli in giudizio, con la collaborazione degli avvocati della Rete Lenford.
Puoi contribuire in vari modi:
- contattaci per partecipare all’iniziativa, e ti aiuteremo a richiedere la pubblicazione degli atti nella tua città.
- aiutaci a trovare coppie gay e lesbiche disponibili.
- contribuisci diffondendo questa notizia tra le persone che conosci. attraverso i tuoi contatti o sul tuo blog / sito internet."

27 marzo 2008

NO EXPO 2015 MILANO

Dal sito www.noexpo.it si può scaricare il Dossier NOEXPO presentato alla commissione B.I.E. http://www.noexpo.it/article.php3?id_article=28


Ecco un estratto:
"Riteniamo che la candidatura di Milano, al di là della retorica dei buoni propositi e delle pompose dichiarazioni di pura immagine contenute nel dossier circa il tema della manifestazione, risponda in realtà essenzialmente ad interessi ed affari privati, ben poco solenni, che peggioreranno la sitazione ambientale e sociale già compromessa di un vasto territorio, proseguendo una linea di scelte politiche che negli ultimi anni non abbiamo potuto condividere."


Si può anche scaricare un documento in word, PETIZIONE contro i danni ai cittadini e all'ambiente di EXPO 2015:

19 marzo 2008

AIUTIAMO IL TIBET

dal sito dell'Associazione Italia-Tibet- http://www.italiatibet.org/
"Pubblichiamo oggi una drammatica testimonianza che ci è giunta dal Nepal.
Un nuovo ed orrendo genocidio sta avvenendo in Tibet in questi giorni. I mezzi di informazione non sanno, o non vogliono sapere, o hanno paura di sbilanciarsi, quello che sta accadendo realmente a Lhasa ed in tutto il Tibet. Quando parlano di circa 80 morti, o se citano le fonti cinesi parlano di 10 morti (!), non hanno idea di quanto siano lontani dalla realta'. Ora noi siamo a Kathmandu, Nepal; ieri, domenica 16 marzo, un nostro amico Tibetano e' riuscito a parlare con suo fratello a Lhasa. Il fratello gli ha detto di aver assistito personalmente ad uno dei tanti massacri: UNA FOLLA DI CIRCA 300-400 TIBETANI E' STATA CIRCONDATA DALL'ESERCITO IN UN'AREA DIETRO IL POTALA ( L'ANTICA RESIDENZA DEL DALAI LAMA A LHASA), E LUI LI HA VISTI MASSACRARE TUTTI A MITRAGLIATE!!!"
continua..

8 marzo 2008

PER I 100 ANNI DELLA "FESTA" DELLA DONNA

Consiglio la visione dell'intervista alla giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena, intervista fatta durante la trasmissione Che tempo che fa l'8 Marzo 2008:
"E' così che se la "Festa" della donna, giunta al centesimo anniversario, sembrava ormai vecchia ed obsoleta si scopre ringiovanita e dà appuntamento a Roma per l'8 marzo. Due gli eventi di piazza significativi. Uno organizzato dai sindacati confederali, l'altro dai movimenti femministi.
Sabato 8 marzo Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato una manifestazione nazionale, partenza alle 14 da Piazza Bocca della Verità, arrivo a Piazza Navona. Vi parteciperà il ministro per i diritti e le pari opportunità, nonché i tre leader sindacali.
Le parole d'ordine volute dai sindacati a sostegno dell'iniziativa collocano i diritti delle donne in un contesto economico positivo. Quattro i concetti che motivano il corteo: sviluppo, lavoro, qualità della vita, libertà di scelta.
Da questa manifestazione prendono le distanze le femministe che rivendicano invece iniziative proprie ed autonome, di donne fra donne. Come l'Assemblea nazionale femminista e lesbica che ha deciso, in un continuum con la manifestazione del 24 novembre scorso contro la violenza sessuale, di organizzare localmente dei cortei.
A Roma, l'Assemblea romana di questo movimento ha programmato un corteo per venerdì 7 marzo, alle 18, a Piazza Navona.
La data è quella emblematica dello stupro subito da una donna nella capitale 20 anni fa, Marinella. Più circostanziata la piattaforma di questa iniziativa:
"diciamo basta a chi strumentalizza l'aborto e la procreazione per produrre consensi e per fare campagna elettorale e che vuole ridurre le donne a semplici contenitori per la riproduzione della vita, svuotandole della loro capacità di scelta, privandole del diritto di decidere sul loro corpo. Non ci stancheremo mai di rivendicare il nostro diritto di scegliere, né di denunciare la violenza che ogni donna è costretta a subire tra le mura di casa, e di lottare per la nostra libertà e la nostra autodeterminazione".
Aderisce a questo corteo anche il movimento femminista che ruota intorno alla Casa internazionale delle donne di Roma che ha inviato una lettera alle "amiche" del sindacato per spiegare la non adesione ed in cui rivendica l'autonomia delle donne, al di là dei partiti e dei sindacati."

17 febbraio 2008

En la ciudad de Munster-Alemania- los politicos sin cerebro y sin criterio decidieron demoler casas viejas como esta de la foto para construir otros edificios...pero en estas casas vive gente, como mi amiga Annette. Deseo mucha suerte a todos los que se le va a demoler la casa...

18 gennaio 2008


No, non ho sbagliato sezione...questa è attualità.

17 gennaio 2008

Commenti alle vicende riguardanti la laicità dello Stato- Parla la deputata Deiana.

"Anche oggi la stampa alimenta una sceneggiata strumentale sulla vicenda di papa Ratzinger e della sua mancata visita all’università la Sapienza. L’ennesimo polverone che si focalizza sul diritto violato del Papa a manifestare il proprio pensiero nascondendo il vero nodo della questione: non è in discussione la libertà del papa a esprimere il proprio pensiero dove e come vuole, ma il tentativo di innalzare quel “pensiero” a fonte di verità morale e conoscenza filosofica indiscutibile criminalizzando pensieri, conoscenze soggettività orientate diversamente. Il polically correct nei confronti dell’attuale capo della Chiesa cattolica - aggiunge - è arrivato a livelli grotteschi e penosi. Grotteschi perché le voci di quasi tutto il mondo politico si sono levate a difendere la libertà di pensiero di una personalità potentissima che ogni giorno in Italia parla, ex-cathedra, attraverso tutti i canali televisivi e tutti i grandi organi di informazione. Penosi – prosegue - perché un tale orientamento accomuna, salve sparute eccezioni, tutto il mondo politico, con una partecipazione significativa anche della sinistra. Lo dichiara la deputata di Rc-SE, Elettra Deiana."

16 gennaio 2008

Lettera dei 67 docenti dell'Università La Sapienza di Roma

Questa è la lettera dei 67 docenti dell'Università di Roma La Sapienza indirizzata al Rettore per esprimere il proprio dissenso all'invito del papa all'inaugurazione dell'anno accademico:

"Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".


Alcuni commenti trovati sul sito dell'UAAR:
"Purtroppo, credo che tutto sia già stato previsto e creato ad arte dagli strateghi del vaticano. Credo proprio che la richiesta di partecipare all’apertura dell’anno accademico sia partita dal vaticano stesso, dopo le sue uscite su scienza e Galileo. Era normale, quindi aspettarsi una contestazione. Così come era normale che i telegiornali di stato e di mediaset si chiudessero a riccio a difendere il papa, creando una forma di compartecipazione a favore del pontificato stesso, screditando chi si oppone al suo palese tentativo di riportare indietro le lancette della storia. Tutto previsto, tutto calcolato, fin nei minimi dettagli. Ma non tutto è perduto: studenti e professori dovrebbero trovare soluzioni per ribaltare la situazione a proprio vantaggio e riportare la situazione in parità. Il modo laico è nelle loro mani!"

E' possibile inviare una mail per appoggiare l'iniziativa dei docenti alla mail
segreteriatecnicarettore@uniromal.it

Questa è una mail inviata da un utente de sito www.uaar.it :

"Con la presente e-mail intendo esprimere tutto il mio dissenso per la visita di Benedetto XVI presso l’università della Sapienza. Il papa siè scagliato più volte contro la scienza e contro la cultura laica. Ha sostenuto in passato che il processo contro Galilei fu equo e giusto. Ha riportato una istituzione come la chiesa cattolica, di per sé dogmatica e sostenitrice di idee irrazionali e anti-scientifiche, ad una situazione pre-conciliare. Non va dimenticata, inoltre, l’ingerenza politica della chiesa su tutti i temi della società italiana. Ingerenza che condiziona pesantemente la vita politica italiana, dei partiti e l’azione dello stesso governo. Negli ultimi 30 anni, da Woytila in poi, la chiesa ha lanciato una offensiva contro la ragione ricorrendo ad ogni mezzo mediatico e finanche alla superstizione e idolatria popolare, come nel caso delle apparizioni mariane. Chiedo, quindi che sia annullato l'invito del papa all’università in quanto egli rappresenta la più grave minaccia contro la laicità e il progresso in Italia. "

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18 settembre 2007

CONTRO GLI OGM-organismi geneticamente modificati

Dal 15 Settembre al 15 Novembre ha luogo la campagna contro gli OGM in Italia ed Europa. In varie città d'Italia si potrà votare per appoggiare questa iniziativa e lo si può fare anche on-line all'indirizzo http://www.liberidaogm.org/liberi/voto.php
Numerose associazioni appoggiano questa iniziativa tra cui Coop, Fondazione Dirirtti Genetici, Codacons, Adoc, Adusbef, Slow food, Legambiente, Greeenpeace, Wwf, Res Tipica...e numerose altre ancora. Insieme formano la coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm.

3 agosto 2007

2 AGOSTO- 27/o anniversario della strage di Bologna

BOLOGNA - Una giornata dedicata al ricordo, a chi non c'é più annientato dall'innesco di una bomba e a chi é rimasto. Una giornata, quella del 2 agosto, all'insegna di musica, cortei e una messa celebrata nella cappella della stazione, per non dimenticare. Si snoderà così il programma delle celebrazioni previste per il 27/o anniversario della strage di Bologna, presentato in Comune. Come tradizione le commemorazioni prenderanno il via alle 8.30 con l'arrivo al parco della Montagnola delle staffette podistiche 'Per non dimenticare' provenienti da tutt'Italia. Contemporaneamente i familiari delle vittime incontreranno il sindaco di Bologna Sergio Cofferati e le altre autorità cittadine a Palazzo D'Accursio. Alle 9.15 il corteo partirà da piazza del Nettuno per arrivare al piazzale della stazione dove alle 10.25 in punto (ora dello scoppio della bomba che costò la vita a 85 persone ferendone oltre 200) ci sarà un minuto di silenzio per le vittime. Subito dopo partirà il treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro dove verranno ricordate le vittime degli attentati ai treni Italicus e 904 Napoli-Milano. In serata la parola passerà alla musica con il concerto finale del concorso internazionale di composizione '2 agosto' . Iniziative per il 2 agosto che quest'anno, per l'associazione dei familiari delle vittime, acquistano un significato in più visto che la Cassazione ha condannato il terzo esecutore della strage, Luigi Ciavardini. "Da allora però si è scatenata una bagarre assolutamente inconcepibile per nascondere la verità - ha fatto notare Bolognesi - anche per lo spazio riservato dai media ai terroristi più che ai familiari e alle vittime".
Da http://www.ansa/. it
Vi segnalo anche il sito http://www.stragi.it/ dell'Associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto 1980.