La verità non è mai palese...bisogna cercarla autonomamente

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23 ottobre 2007

PIOVE

Piove, e quando piove i ricordi si stemperano; mentre quando c’è il sole seccano, quando piove si sciolgono piano e circolano nel corpo, nel sistema linfatico e nei vasi sanguigni. Quando un ricordo invade tutto, allora ci si lascia trasportare, ma non lo si rivive uguale all’originale…ogni volta è diverso ed uguale.
Si spera sempre che i ricordi che si sciolgono nel sangue siano sempre belli…a quelli brutti ci pensano gli anticorpi, che se non hanno nulla da fare li cancellano, ma la traccia originale non la possono espellere…quella purtroppo rimane, non è compito loro e poi non saprebbero nemmeno dove andare a scovarla. E poi c’è anche da dire che…poveri anticorpi, quante cose devono fare oltre a virus e batteri anche dei brutti ricordi si devono occupare…ma infatti, ho detto, se ne occupano solo quando non hanno altro lavoro e questo capita raramente per cui purtroppo il ricordo brutto è più frequente del solito.
Credo però che il ricordo bello è più facile che riaffiori e si fermi un po’ con noi, perché non ci si impegna a scacciarlo, mentre quello brutto lo si vuole mandare via, o almeno, così dovrebbe essere.
scritto da Silvia

18 aprile 2007

storie di ordinaria FOLLIA...

Nel Settembre 2003 fui chiamata da un'agenzia interinale di Milano per partecipare ad una selezione per diventare selezionatrice del personale presso quell'agenzia stessa.
Inizialmente non sapevo che il colloquio si sarebbe svolto in gruppo e neppure che sarebbe durato…ben 2 e 20 minuti.
Arrivai in questa agenzia: un corridoio illuminato da luci al neon ed una fila di ragazze ben vestite e con un sorriso da video Black Hole Sun dei Soundgarden, tutte disposte ognuna davanti ad una porta in attesa di quelli che come me avrebbero dovuto sostenere lo pseudo-esame.
Accomodatami in una di queste aule mi sedetti intorno ad un tavolo ovale e con me c'erano altre ragazze/i che aspettavano da almeno mezz'ora…che cosa? Che arrivasse il resto della ciurma e le due selezionatrici. C’era gente venuta da Genova, da Roma, Firenze, dalla Calabria…mi sentivo fortunata e un po’ meno idiota. In tutto eravamo una ventina in uno stanzino che poteva contenerne, per stare decentemente, almeno la metà.
L'atmosfera era piuttosto tesa: ognuno di noi doveva presentarsi, esporre le proprie esperienze di lavoro e soprattutto gli obiettivi professionali(??!!!)…
Io ci misi meno di 5 minuti…3 ragazze ci misero più di 20 minuti ciascuna…era una situazione kafkiana; mancava aria e non si sapeva più dove guardare.
Ovviamente non mi presero, ma a distanza di 6 mesi mi richiamarono e mi fecero rifare la stessa cosa, però essendo in meno (una decina) durò meno. Perché mi ripresentai pur sapendo…la disperazione della disoccupazione.